Datedea’s Weblog


Anche i cinefili riabilitano Risi Tutti in coda per «I Mostri»
September 2, 2008, 5:46 pm
Filed under: notizie in italia | Tags: , , , , , , ,

da VeneziaLa rabbia attorno a La rabbia non si placa. Nel 1963 Pasolini e Guareschi firmarono a due voci, da sinistra e da destra, un documentario sull’Italia del boom. Un tonfo, restò in sala due giorni. Sennonché «l’ipotesi di ricostruzione della versione originale» approntata dalla Cineteca di Bologna, con 16 minuti inediti, prevede solo La rabbia del «progressista» Pasolini, non quella del «qualunquista» Guareschi. La faccenda sarebbe finita lì se Giuseppe Bertolucci, presidente della Cineteca, non avesse dichiarato che il testo di Guareschi «è insostenibile, addirittura razzista, gli abbiamo fatto un piacere a non recuperarlo». Offesi, i figli dello scrittore hanno chiesto a Bertolucci di lasciare il comitato che prepara le celebrazioni per il centenario della nascita, il regista s’è dimesso scusandosi a metà. Ma la querelle continua, non fosse altro perché La rabbia dimezzata esce venerdì (10 copie) distribuita dal Luce. Una scelta che Guido Conti, 43 anni, autore di Giovannino Guareschi. Biografia di uno scrittore (Rizzoli), considera pessima. Oggi presenterà il suo libro alla Festa nazionale del Pd.Guareschi era razzista?«Ma no! Se Bertolucci si riferisce alle donne di una tribù africana, in gonnellino di paglia, che ballano al suono di un inno della Marina militare americana, be’ mostra di aver capito poco. Guareschi, rifacendosi alle vignette umoristiche del Marc’Aurelio, dice che il Continente nero avrebbe fatto gola ai grandi Paesi espansionistici.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287221

Advertisements


Anche i cinefili riabilitano Risi Tutti in coda per I Mostri
September 2, 2008, 12:14 pm
Filed under: leggi internet | Tags: , , , , , , ,

Venezia – Come le grandi famiglie e le patate, il cinema italiano ha il meglio sottoterra. Dunque è coerente il titolo «Questi fantasmi» per la retrospettiva che include grandi registi considerati per decenni meno grandi della trimurti Antonioni-Fellini-Visconti. Con questa Mostra – a qualcosa serve… – il distacco fra alcuni di «questi fantasmi» (Mario Bonnard, Vittorio Caprioli, Duilio Coletti, Claudio Gora, Mario Monicelli, Dino Risi…) e la trimurti si ridurrà. Poi scomparirà: i tabù erosi crollano di schianto.

Giulietta degli spiriti di Fellini, Identificazione di una donna di Antonioni, Gruppo di famiglia in un interno di Visconti non valevano molto nemmeno quando uscirono, anche agli occhi della critica che ne parlava bene per devozione personale ai registi in questione. Fra trenta e quarant’anni, queste opere della decadenza, di autori comunque grandi, sono schiacciate dal confronto – per citare uno solo dei vari possibili esempi – con I mostri, ieri riproposto al Lido in versione restaurata con l’aggiunta di frammenti di due episodi non completati.

Anche se i frammenti esumati dagli archivi della Cineteca nazionale – guidata proprio da Sergio Toffetti, che con Tatti Sanguineti ha ideato la rassegna – non aggiungono nulla al valore del film di Dino Risi, si rivede I mostri, con Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, come si riascolterebbe un oracolo col senno di poi. Nei Mostri – presentato ieri insieme al documentario tv Dino Risi – c’è infatti la rappresentazione dei vizi d’allora (1962) e l’intuizione che essi sarebbero diventati così comuni da lasciare indifferenti.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287219