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Calcio, le grandi iniziano male. Milan battuto
September 2, 2008, 6:24 pm
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Eravamo rimasti al Milan sciatto e spuntato, uscito dalla Champion e staccatissimo dall’Inter, e da quello siamo ripartiti, tre mesi dopo. E al culmine di un mercato definito all’unanimità sontuoso, anche se un pizzico schizofrenico, irrazionale, tutto attacco e poco centrocampo, una toppa in difesa ritagliata nel corso dell’ultimo assalto all’Arsenal. È il Milan di sempre allora, castigato alla prima domestica del nuovo campionato da un Bologna tutt’altro che irresistibile. Messo sotto nel risultato non dallo svolgimento del gioco da un rivale che pratica un calcio elementare e ricorre al vecchio contropiede per mettere in croce Abbiati. Eravamo rimasti al Milan distratto e anche sciupone, specie in attacco e da quello siamo ripartiti. Nonostante le magie di Ronaldinho e la corsa elementare di Flamini, nonostante l’effetto scenico del ritorno di Shevchenko e il sostegno di Zambrotta. Tutti gli errori di mira, di Pippo e del figliol prodigo Sheva possono spiegare il mancato successo e anche altro, ma non certo la sconfitta che diventa un piccolo caso scolastico di come non si debba allestire una squadra con velleità di primato, di scudetto per ripetere la parolina magica che circola a Milanello da almeno quattro settimane.
Inzaghi può sbagliare, non è una macchina da gol anche se del gol ha fatto la sua bandiera, diciamo pure l’essenza della sua carriera. Ne sbava almeno un paio, a due passi dalla porta, mentre tutta la difesa del Bologna, intontita dai numeri di Ronaldinho, se ne sta a guardare.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287234

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Sheva: bidone al Milan Ora arriva un difensore
August 23, 2008, 9:20 am
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Come non detto: il ritorno di Andriy Shevchenko al Milan salta. Definitivamente, a dare ascolto alle parole scolpite ieri dai club interessati, Chelsea e Milan appunto, tornati a discutere sulle modalità del trasferimento. Scoperto il motivo della rottura senza possibilità alcuna di rammendare lo sbrego: gli uomini di Abramovich pretendono per la cessione dell’ucraino una cifra consistente, intorno ai 15 milioni di euro, i dirigenti di Silvio Berlusconi tengono fermo il punto del prestito gratuito con diritto di riscatto fissato per la stagione successiva. Non è una differenza di poco conto: a leggere bene tra le righe delle due opzioni contrattuali si capisce che il diritto può essere o meno esercitato dal Milan dopo aver valutato, sul campo, le condizioni di Sheva e il suo promesso recupero mentre l’obbligo del riscatto, preteso dal Chelsea, è un modo furbo per dilazionare nei successivi 12 mesi il pagamento fissato tra l’altro a una cifra considerata alta dal club rossonero. A titolo gratuito si può riaccogliere un vecchio amico in crisi col proprio club, una cifra eventuale può e deve essere utilizzata per le esigenze effettive di Ancelotti.

Col diktat del Chelsea, il negoziato naufraga in modo clamoroso proprio nel giorno destinato alla sua virtuale conclusione. Il ritorno di Sheva, dall’Ucraina, infatti invece di spianare la strada alla firma dell’intesa finisce col complicare l’affare. Galliani non si muove da Napoli, al seguito della squadra impegnata in un torneo amichevole, da Londra le informazioni passate da Peter Kenyon fanno capire che non c’è margine per un accordo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284886