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Si uccide il «dottor Antrace» Scatenò il terrore negli Usa
August 2, 2008, 6:30 pm
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da New YorkL’Fbi era pronto a incriminarlo come l’uomo che spaventò gli Usa con le lettere all’antrace e la condanna a morte sembrava scontata. Ma il sessantaduenne ricercatore Bruce Ivins, non arriverà mai davanti a un giudice, perché si è suicidato martedì scorso. Al Frederick Memorial Hospital non hanno avuto dubbi: avvelenamento provocato da un miscuglio di Tylenol e codeina. La morte del ricercatore metterà probabilmente fine a un’indagine durata più di sei anni: le spore mortali inviate per posta ad alcuni network, giornali e politici all’indomani degli attentati dell’11 settembre, avevano provocato la morte di cinque persone e l’avvelenamento di altre 17. Due addetti alla distribuzione postale, due donne rispettivamente di New York e del Connecticut, ed un giornalista sono morti. Altre lettere con le spore, che hanno seminato panico ma non provocato gravi danni, erano state ricevute dai senatori del Vermont Patrick Leahy e del South Dakota Tom Daschle e nelle redazioni della Nbc e del New York Post.Il panico al Congresso è stato tale che ancora oggi senatori e deputati non ricevono direttamente la posta e le loro lettere vengono prima controllate da un laboratorio specializzato. Secondo il quotidiano Los Angeles Times Bruce Ivins era stato informato giorni fa dall’Fbi sull’imminente istituzione di un procedimento legale nei suoi confronti.«Per ora non facciamo commenti – si è limitata a dire la portavoce dell’Fbi di Washington Debbie Weierman – quando avremo qualcosa di appropriato da comunicare i media verranno immediatamente informati».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280369

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E il Coni adesso chiederà i danni
August 2, 2008, 6:26 pm
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«Tradimento!». Parola d’ordine del Coni. Petrucci, il presidente, sbraita. Rullano i tamburi degli uffici legali. Prima la Bastianelli, ora Baldini. «Ugual tradimento», dice Petrucci. «Baldini ha tradito l’Italia, il Coni, la sua federazione e il suo mondo». Non ci saranno mezze misure. L’atleta ha chiesto le controanalisi, il Coni continuerà nella linea dura: saremo inflessibili. Ma è il mondo dello sport che comincia a cercare difesa. Ieri la federciclismo ha messo a punto una serie di provvedimenti che toccheranno sia il lato sportivo sia la giustizia ordinaria. Il Coni intende tentare un’azione senza precedenti contro gli atleti dopati. Tutti gli azzurri «p.o.», ovvero probabili olimpici, hanno sottoscritto una lettera, un giuramento, nel quale hanno promesso fedeltà d’intenti e comportamenti, con tanto di riferimento alla voce doping. Dunque il tradimento è molto più pesante e il Coni sta pensando di portare in tribunale gli atleti con l’intento di penalizzarli anche dal punto di vista finanziario, non solo sportivo. Potrebbero partire cause per aver leso l’immagine azzurra, quella del Coni e in generale dell’Italia dello sport. Ovvio che sponsor e affini, che tanto hanno investito, non gradiscano queste cadute di immagine proprio alla vigilia dei Giochi. Sarebbe un caso clamoroso, forse qualcuno comincerebbe ad avere la tremarella e diminuirebbero gli ingenui, se tali sono.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280348