Datedea’s Weblog


La crisi dei mercati
October 14, 2008, 10:06 am
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da Milano«Le probabilità di ripresa nel 2009 appaiono ora nulle, schiacciate dalla crisi bancaria che rischia di avvitarsi in una pericolosa spirale con l’economia reale». Non lascia molto spazio all’ottimismo l’ultima analisi del Centro Studi Confindustria (Csc), che prevede per l’Italia recessione sia quest’anno (meno 0,2%), sia il prossimo (meno 0,5%), in netto peggioramento rispetto alle stime elaborate un mese fa (rispettivamente meno 0,1 e più 0,4%).Ma il morso della crisi le famiglie lo stanno sperimentando ormai da mesi. Tagli alle spese, rinunce anche ai generi di prima necessità, meno viaggi, più tram e meno automobile, quest’ultima ormai usata col piede di velluto per non pigiare troppo sull’acceleratore. Si risparmia, con un mood recessivo. Il ritmo dello shopping è blues, malinconico. Sarà così anche nel 2009, altro annus horribilis per le compere secondo il vaticinio di Confindustria (-0,6% le spese private).Cinghia tirata, insomma. Soprattutto per i beni durevoli, cioè quelli destinati a durare più di tre anni. Spesso i più cari. Dunque da eliminare in tempi di ristrettezze finanziarie. L’auto è il caso più emblematico: se si esclude il dato sulle vendite in settembre, un meno 5,5% «drogato» dai noleggi e dalle immatricolazioni di vetture a «chilometri zero», la situazione è da serbatoio vuoto. Al punto che, qualche giorno fa, il numero uno della Fiat, Sergio Marchionne, ha chiesto all’Ue un aiuto per il settore europeo da 40 miliardi di euro.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297868

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Track e Beau, i figli soldati dei due vice voteranno il presidente da una base in Irak
September 2, 2008, 5:56 pm
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St. Paul. Sarah Palin, governatrice dell’Alaska scelta venerdì dal candidato repubblicano John McCain come suo vice, ha presentato nel suo discorso in Ohio la sua famiglia: marito e cinque figli. Tra loro, Track, il diciannovenne che l’11 settembre del 2007 ha scelto di entrare nell’esercito e che l’11 settembre prossimo partirà per l’Irak, come ricordato dalla fiera madre al pubblico repubblicano. Un destino comune all’altro candidato alla vicepresidenza, Joe Biden, democratico e numero due di Barack Obama. Suo figlio, Beau Biden, un riservista della Marina, avvocato del Delaware di 39 anni e, si mormora, probabile successore al seggio del Senato del padre, partirà infatti per l’Irak pochi giorni dopo Track, il 3 ottobre. Beau ha fatto allusione alla sua partenza nel suo discorso introduttivo a quello del padre, il giorno in cui il vice di Obama ha parlato alla convention di Denver, dicendo che non potrà essere vicino al padre in novembre, durante il voto: «Quindi, ho un favore da chiedervi. Siate lì per mio padre, come lui lo è stato per me. Siate lì per Barack Obama, perché il Paese ha bisogno di lui».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287180



Le stupide ripicche dei partiti non ci portano molto lontano
July 26, 2008, 4:32 pm
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(…) bene ricordiamo sono già a fondamento della sconfitta, a suo tempo, di Sergio Castellaneta nei confronti di Beppe Pericu. Sia chiaro il primo non aveva più molto a che fare con la Lega Nord (con la quale era in dissidio) ma litigava con l’allora dirigenza di Forza Italia (della quale aveva sconfitto alle comunali, in prima istanza, il candidato). Ne era naturalmente ripagato. Beppe Pericu era azzoppato dalla concorrente candidatura di Adriano Sansa ma riuscì a vincere, taroccamenti a parte poi svelati dalla magistratura genovese (all’interno, soprattutto del centrosinistra), per soli 9500 voti. Vogliamo credere che non abbiano per nulla influito le beghe con la dirigenza di Forza Italia?Occorre che il centrodestra si chiarisca il passato e il presente, cioè perché non è stata sufficientemente sostenuta la battaglia contro la «legge Vesco» promossa dalla Lega Nord e perché quest’ultima, ora si fa ritrosa di fronte al referendum antimoschea. È vero che l’elettorato ha ampia libertà nel disobbedire ai palesi sbagli delle segreterie di partito e mi auguro che lo faccia, però il problema resta, dall’una e dall’altra parte. È proprio il caso di dirlo: meno male che a livello nazionale (con ricadute elettorali a livello locale) c’è Berlusconi, altrimenti sarebbero guai.Si comprende benissimo, grazie alle attuali circostanze, perché la sinistra nel genovesato ha finito con l’apparire (tanto nel recente quanto passato prossimo e remoto) vischiosa e invincibile, riuscendo ad imporre una sorta di regime non dissimile da quello di determinate regioni dell’Italia centrale.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=278934