Datedea’s Weblog


Palladio, quel genio che inventò la comodità del bello
October 14, 2008, 11:03 am
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Si alzano nella campagna le bianche colonne, le nitide forme dei timpani si specchiano in lenti canali. Le barchesse ammorbidiscono con le loro linee curve la rigidità dei corpi centrali, le meridiane seguono il cammino del sole, segnando il troppo tempo trascorso e quello che tuttavia incalza.

Chi si incammina sulle tracce di Andrea Palladio e passa di villa in villa – da quelle amorosamente conservate e quelle dolorosamente abbandonate – si avventura in un percorso del pensiero piuttosto che in un itinerario architettonico. Lo spiega bene Vittorio Sgarbi in un passo del testo che accompagna il film di sua sorella Elisabetta sull’architetto padovano. Appena pubblicati, entrambi hanno come titolo Andrea Palladio. La luce della ragione (Rizzoli, dvd e libro, pagg. 167, euro 25): «Edifici che sembrano un pensiero architettonico piuttosto che opere compiute, che si impongono come l’elaborazione più completa del pensiero dell’uomo rispetto alla natura, chiaramente distinti dalla natura e dal paesaggio, eppure a esso legati da un rapporto indissolubile, così che anche la natura sembra pensata dall’architetto».

Si raggiunge, attraverso Palladio, il momento forse perfetto, dopo la fine del mondo classico, del connubio fra uomo e natura, dove l’architettura non prevarica la natura ma la informa di sé, la plasma secondo un’idea assoluta di armonia. Poi esploderà la sontuosa opulenza del barocco che trasformerà i giardini in quinte sfarzose per la grandezza del signore, del re.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297937

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I fratelli d’Italia… che tifano per l’indipendenza
October 14, 2008, 10:13 am
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da Milano«Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò». Sì, ma Mameli ha trovato occupato. Almeno stando al proliferare di movimenti che in questo Paese di bello ci trovano poco e che di questo Paese cercano di disfarsi come di un peso.Indipendentisti, regionalisti, autonomisti e secessionisti per cui la Lega è solo una Dc truccata. Nostalgici di regni e Comuni, quando al di là del fiume già abitava lo straniero. Decine di formazioni politico-culturali che combattono il centralismo in nome dell’autodeterminazione o di maggiore libertà. Partiti radicati come la Südtiroler Volkspartei, il Partito Sardo d’Azione o la Liga Veneta Repubblica. Ma anche soggetti giovani, dal Nord Autonomo alle Valli Unite.In principio furono le Regioni a Statuto speciale. La Valle d’Aosta dove si bruciavano tricolori durante la festa degli alpini, dove si parla patois e si vota per Union Valdôtaine, Federation Autonomiste, Vallee d’Aoste Vive e Renoveau Valdotain. L’Alto Adige dove si va dagli Amisc dla Ladinia Unida alla Union fur Südtirol, da Die Freiheitlichen al Süd-Tiroler Freiheit di Eva Klotz. Quella che faceva affiggere cartelli con scritto «Südtirol ist nicht italien». Più Vienna che Roma. Così come più Lubiana che Trieste è il movimento Slovenska Skupnost della comunità slovena in Friuli. Un partito che se la vede con Fuarce Friul e l’anima bifronte della regione: il Fronte Giuliano e il Fronte Friulano, con tanto di crociato nel simbolo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297900



Il sindaco riesuma un comitato per paura che torni il fascismo
October 10, 2008, 2:23 pm
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Ha paura il sindaco di Cuneo, Alberto Valmaggia (nella foto), centrosinistra. E prima che il nemico arrivi, ha già alzato le barricate. Per un sindaco pedemontano di centrosinistra la minaccia è il fascismo a più di 60 anni dalla sua scomparsa. Per un sindaco pedemontano di centrosinistra il rimedio è una brigata partigiana, stile secondo millennio. «Il fascismo potrebbe tornare, per questo non dobbiamo abbassare la guardia» ha sentenziato il primo cittadino che ha resuscitato il «Comitato antifascista». Il segnale inquietante della rinascita? Ma perbacco, l’equiparazione di partigiani e repubblichini fatta alle celebrazioni dell’8 settembre dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dal ministro della Difesa Ignazio La Russa. Quindi mobilitazione. La dicitura, per esteso, è «Comitato per la difesa della Costituzione nata dalla Resistenza», ma la sostanza non cambia. Inutili le richieste dell’opposizione di ribattezzare l’ente «Comitato contro tutti i totalitarismi»: «Cambiare il nome? Dobbiamo attenerci alla storia d’Italia». La replica dell’opposizione: «Atteggiamento strumentale. Il centrosinistra ragiona sul passato più che sul presente».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=296916



Ieri la Human Race con il mito-Tergat: «Che bello correre dentro la storia»
September 2, 2008, 8:21 pm
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Esordio in chiaroscuro per le due squadre romane nella serie A. La Roma non è riuscita a superare un Napoli che pure ha giocato quasi tutto il secondo tempo in 10 per l’espulsione di Santacroce. Reti di Aquilani e Hamsik e tanti gol sbagliati dai giallorossi. Lazio in trionfo a Cagliari: sotto con Larrivey, i biancocelesti rimontanto nel secondo tempo con un po’ di fortuna: doppietta di Zarate (il primo su rigore), Foggia e Pandev.A PAGINA 45

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287318



Katrina, quell’incubo che duemila morti impediscono di dimenticare
September 2, 2008, 7:46 pm
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Ce le ricordiamo tutti le immagini di uomini, donne e bambini, tutti afroamericani, arroccati sui tetti delle loro abitazioni. Intorno acqua, acqua e ancora acqua. E distruzione. Sono i fotogrammi simbolo di Katrina, l’uragano di categoria 5 che il 29 agosto del 2005 travolse il Sud degli Stati Uniti, provocando danni per oltre 80 miliardi di dollari e 1.836 morti. L’80% dei quali nella sola New Orleans, che vide letteralmente spazzati via i quartieri più poveri, sommersi dall’esondazione del fiume Missisippi.Nata sopra le Bahamas, Katrina risalì velocemente lungo il Golfo del Messico, dirigendosi verso la Florida e aumentando progressivamente d’intensità, fino a raggiungere l’acme e poi perdere forza e scendere a categoria 3, prima di essere assorbita da un fronte freddo nella regione dei Grandi Laghi. Sulla sua strada Katrina ha lasciato distruzione, oltre che in Louisiana, in Alabama, Florida, Georgia, Kentuky, Missisippi e Ohio, con strascichi anche a New York e in Arkansas.Ma certamente il simbolo di quel disastro è diventata New Orleans, teatro di una delle più gravi tragedie naturali della storia degli Stati Uniti. Una tragedia ampiamente annunciata e, proprio per questo, evitabile. Già il 26 settembre il presidente George W. Bush aveva dichiarato lo stato d’emergenza, includendo però solo le contee costiere del Missisippi e dell’Alabama, ma escludendo New Orleans. Questo nonostante già nelle settimane precedenti molte simulazioni al computer l’avessero posta al centro del percorso di Katrina, prevedendo una catastrofe, perché l’80% della città si trova sotto il livello del mare.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287185