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Chirurgia toracica all’avanguardia: salvare il Forlanini
October 10, 2008, 3:51 pm
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Salvare il Forlanini trasformandolo in un Polo di chirurgia toracica. Questa la proposta ideata dal senatore del Pdl Domenico Gramazio e appoggiata dal consigliere regionale di An Tommaso Luzzi e dai consiglieri comunali Pdl Luca Gramazio e Federico Rocca. «La nostra proposta è di carattere tecnico ed è una valida alternativa alla chiusura della struttura, in grado di dare guadagni alla Regione – spiega Gramazio -. L’idea è trasformare questa struttura, che ha disponibilità di grandi spazi e sale chirurgiche perfettamente funzionali, in un Polo di riferimento per tutto il centro sud facendo confluire le altre cinque chirurgie toraciche presenti a Roma. Si potrebbe creare una fondazione – aggiunge – il cui titolare rimarrebbe il San Camillo, e in cui potrebbero entrare anche i privati».«La chirurgia toracica del Forlanini – sottolinea Gramazio – effettua il triplo degli interventi delle altre strutture romane. Dai dati 2007 dell’Agenzia di sanità pubblica sono stati effettuati al Forlanini 1.241 interventi di chirurgia toracica, 240 al San Filippo Neri, 421 al Sant’Andrea, 361 a Tor Vergata, 251 all’Umberto I e 698 al Gemelli».La proposta verrà presentata da Gramazio la prossima settimana in Commissione Igiene e sanità del Senato, mercoledì prossimo dal consigliere Luzzi alla Pisana e lunedì da Gramazio e Rocca in aula Giulio Cesare. «Lo spostamento della chiusura dal 30 dicembre a marzo – conclude Gramazio – ci dà la possibilità di poter realizzare questo progetto».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297054

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La storia all’ombra del re Sole
September 2, 2008, 12:22 pm
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Cade decisamente a proposito la pubblicazione, presso Mondadori, del volume di Max Gallo, Il Re Sole. A rompere la noia – e la banalità, per lo più – della chiacchiera ferragostana s’era affacciata una nuova provocazione intorno all’eterno dibattito su come si debba fare e scrivere la storia in una società di massa: se rigorosamente, sempre e solo, sulla base e sotto traccia di una rigorosa documentazione, o se affidandosi all’abbrivio, all’inventiva e – perché no – alla fantasia del romanziere.

Apparentemente è una questione trita e ritrita, e un po’ anche vieta. In realtà rappresenta una sfida culturale del massimo rilievo civile, oltre che di grande spessore scientifico. Solleva, infatti, un dilemma centrale della riflessione storiografica cui i cultori della materia non possono sfuggire. Ma tocca anche un nervo scoperto del costume civile e della democrazia «materiale» del nostro Paese: bulimico di passione politica, anoressico di riflessioni e di letture critico-formative. Un nervo scoperto che è anche – e, forse, soprattutto – dell’establishment culturale, segnatamente dell’accademia: perennemente pensosa delle magnifiche sorti e progressive della nostra stentata democrazia, ma anche incorreggibilmente elitaria, al fondo disinteressata a fornire una letteratura popolare, capace cioè di raggiungere e interessare il largo pubblico.

Il dilemma, per restare al campo storico che qui ci preme trattare, è unire una ricerca rigorosa sull’argomento scelto e una resa narrativa efficace, così come si conviene appunto al pubblico di una società di massa.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287212