Datedea’s Weblog


«Una festa per il pubblico di ogni età»
September 2, 2008, 3:15 pm
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«C’è l’orchestra Cleveland da non mancare», dice Enzo Restagno, musicologo e direttore artistico di Mito. Come da non saltare è la Filarmonica scaligera. C’è il grande compositore Harrison Bortwistle, 74 anni, «apprezzato in tutto il mondo», aggiunge. E ancora i Gitani e i loro itinerari espressivi. «È la festa della musica, una festa per il pubblico di ogni età. Fa piacere pensare che in uno stesso istante qualcuno vada a sentire un concerto di contemporanea e altri si dirigano verso una sede dove si esegue musica barocca o verso qualche altra forma di intrattenimento». La formula è rimasta più o meno quella del 2007, ma è sempre meno supermarket della musica e sempre più festival, con diverse punte di interesse ed eccellenza. «Una riguarda la musica antica – spiega -. A Sant’Ambrogio (domenica 7 settembre ore 11) René Clemencic dirigerà la Messe de Nostre Dame del compositore-monaco Guillaume de Machault, uno dei capolavori della musica religiosa medievale». Ma che fatica scegliere perché ogni giorno c’è di tutto. Meglio dunque avere le istruzioni per l’uso di un festival che potrebbe disorientare per qualità e quantità. Primo. «Procurarsi un catalogo e tracciare il proprio itinerario». Due. «Anche chi ha abitudini consolidate può provare a fare incursioni in altri generi». Tre. «Andare ai concerti con amici per vivere insieme momenti che fanno bene allo spirito.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287312

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Città multietnica, messa in 12 lingue
September 2, 2008, 11:51 am
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Accogliere ed evangelizzare. Anche per la Chiesa cattolica l’immigrazione di massa è una sfida epocale. L’Arcidiocesi di Milano ha risposto con le «cappellanìe etniche». Per assistere gli stranieri che cristiani lo sono già, o per annunciare il Vangelo agli altri.
La Cappellania generale dei Migranti ci sta lavorando da dodici anni. All’inizio si trattava soprattutto di accoglienza e di cura delle povertà. E di un vero e proprio «assalto» alle parrocchie. Oggi sono 23 le strutture pastorali etniche presenti e attive in città, 40 i sacerdoti stranieri, 20 curano queste «parrocchie speciali», gli altri sono in città per studiare, e prestano la loro opera. Si celebra in dodici lingue, c’è un grandissimo fermento. La comunità peruviana ha appena costituito una sua «Hermandad», una confraternita, come non ce ne sono quasi più.
Si accolgono i sacerdoti inviati dalle comunità cristiane straniere, e quando mancano Curia e Propaganda Fide chiamano i giovani con le migliori caratteristiche per condurre quest’opera di apostolato in strade, periferie, quartieri ad alta densità di immigrati. Ma la Curia è attentissima al rispetto delle altre confessioni religiose: «Non si tratta di proselitismo, si accompagnano nella fede persone che sono già cristiane nei Paesi d’origine, e se qualcuno si avvicina alla nostra fede siamo lì.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287296