Datedea’s Weblog


I fratelli d’Italia… che tifano per l’indipendenza
October 14, 2008, 10:13 am
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da Milano«Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò». Sì, ma Mameli ha trovato occupato. Almeno stando al proliferare di movimenti che in questo Paese di bello ci trovano poco e che di questo Paese cercano di disfarsi come di un peso.Indipendentisti, regionalisti, autonomisti e secessionisti per cui la Lega è solo una Dc truccata. Nostalgici di regni e Comuni, quando al di là del fiume già abitava lo straniero. Decine di formazioni politico-culturali che combattono il centralismo in nome dell’autodeterminazione o di maggiore libertà. Partiti radicati come la Südtiroler Volkspartei, il Partito Sardo d’Azione o la Liga Veneta Repubblica. Ma anche soggetti giovani, dal Nord Autonomo alle Valli Unite.In principio furono le Regioni a Statuto speciale. La Valle d’Aosta dove si bruciavano tricolori durante la festa degli alpini, dove si parla patois e si vota per Union Valdôtaine, Federation Autonomiste, Vallee d’Aoste Vive e Renoveau Valdotain. L’Alto Adige dove si va dagli Amisc dla Ladinia Unida alla Union fur Südtirol, da Die Freiheitlichen al Süd-Tiroler Freiheit di Eva Klotz. Quella che faceva affiggere cartelli con scritto «Südtirol ist nicht italien». Più Vienna che Roma. Così come più Lubiana che Trieste è il movimento Slovenska Skupnost della comunità slovena in Friuli. Un partito che se la vede con Fuarce Friul e l’anima bifronte della regione: il Fronte Giuliano e il Fronte Friulano, con tanto di crociato nel simbolo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297900

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La crisi dei mercati
October 14, 2008, 10:06 am
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da Milano«Le probabilità di ripresa nel 2009 appaiono ora nulle, schiacciate dalla crisi bancaria che rischia di avvitarsi in una pericolosa spirale con l’economia reale». Non lascia molto spazio all’ottimismo l’ultima analisi del Centro Studi Confindustria (Csc), che prevede per l’Italia recessione sia quest’anno (meno 0,2%), sia il prossimo (meno 0,5%), in netto peggioramento rispetto alle stime elaborate un mese fa (rispettivamente meno 0,1 e più 0,4%).Ma il morso della crisi le famiglie lo stanno sperimentando ormai da mesi. Tagli alle spese, rinunce anche ai generi di prima necessità, meno viaggi, più tram e meno automobile, quest’ultima ormai usata col piede di velluto per non pigiare troppo sull’acceleratore. Si risparmia, con un mood recessivo. Il ritmo dello shopping è blues, malinconico. Sarà così anche nel 2009, altro annus horribilis per le compere secondo il vaticinio di Confindustria (-0,6% le spese private).Cinghia tirata, insomma. Soprattutto per i beni durevoli, cioè quelli destinati a durare più di tre anni. Spesso i più cari. Dunque da eliminare in tempi di ristrettezze finanziarie. L’auto è il caso più emblematico: se si esclude il dato sulle vendite in settembre, un meno 5,5% «drogato» dai noleggi e dalle immatricolazioni di vetture a «chilometri zero», la situazione è da serbatoio vuoto. Al punto che, qualche giorno fa, il numero uno della Fiat, Sergio Marchionne, ha chiesto all’Ue un aiuto per il settore europeo da 40 miliardi di euro.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297868



Ieri la Human Race con il mito-Tergat: «Che bello correre dentro la storia»
September 2, 2008, 8:21 pm
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Esordio in chiaroscuro per le due squadre romane nella serie A. La Roma non è riuscita a superare un Napoli che pure ha giocato quasi tutto il secondo tempo in 10 per l’espulsione di Santacroce. Reti di Aquilani e Hamsik e tanti gol sbagliati dai giallorossi. Lazio in trionfo a Cagliari: sotto con Larrivey, i biancocelesti rimontanto nel secondo tempo con un po’ di fortuna: doppietta di Zarate (il primo su rigore), Foggia e Pandev.A PAGINA 45

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287318



Le burocrazie nemiche della città
September 2, 2008, 8:02 pm
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«L’Arengario ospiterà entro il 2007 il Museo del Novecento». Dove si legge questa profezia clamorosamente smentita dai fatti? A pagina 147 del volume dedicato a Milano – edizione 2005 – della più prestigiosa collana di guide turistiche, quella del Touring Club. Sappiamo invece che quel museo, atteso da decenni, non vedrà la luce prima del 2010. Ma l’incolpevole guida insiste nell’Appendice, a pagina 585: «Lo storico edificio dell’Arengario diverrà, entro il 2007 sede del Museo del Novecento». Guida incolpevole perché gli ingenui autori si sono fidati delle dichiarazioni ufficiali. E pazienza per quei turisti che da due anni vanno in cerca delle sale che ospiteranno Boccioni e Fontana, Sironi e Carrà. È un esempio, ufficialmente documentato, dei soliti snervanti ritardi nel realizzare le opere pubbliche, della elasticità del tempo che passa dalla decisione alla realizzazione. Colpa della politica? Non solo e, per una volta, non principalmente. La responsabilità è delle varie burocrazie, sempre più nemiche della città, sempre più lentocrazie: gli uffici degli assessorati, dove le pratiche dormono sonni tranquilli; le spesso inutili e prolisse gare d’appalto; le varie sovrintendenze capaci solo di dire di no per dimostrare la loro esistenza; le interminabili valutazioni d’impatto ambientale; il famigerato Tar pronto a bloccare qualsiasi opera al primo ricorso di un progettista scartato o di un’impresa arrivata seconda o del solito comitato del «No».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287291



Città multietnica, messa in 12 lingue
September 2, 2008, 7:20 pm
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Accogliere ed evangelizzare. Anche per la Chiesa cattolica l’immigrazione di massa è una sfida epocale. L’Arcidiocesi di Milano ha risposto con le «cappellanìe etniche». Per assistere gli stranieri che cristiani lo sono già, o per annunciare il Vangelo agli altri.
La Cappellania generale dei Migranti ci sta lavorando da dodici anni. All’inizio si trattava soprattutto di accoglienza e di cura delle povertà. E di un vero e proprio «assalto» alle parrocchie. Oggi sono 23 le strutture pastorali etniche presenti e attive in città, 40 i sacerdoti stranieri, 20 curano queste «parrocchie speciali», gli altri sono in città per studiare, e prestano la loro opera. Si celebra in dodici lingue, c’è un grandissimo fermento. La comunità peruviana ha appena costituito una sua «Hermandad», una confraternita, come non ce ne sono quasi più.
Si accolgono i sacerdoti inviati dalle comunità cristiane straniere, e quando mancano Curia e Propaganda Fide chiamano i giovani con le migliori caratteristiche per condurre quest’opera di apostolato in strade, periferie, quartieri ad alta densità di immigrati. Ma la Curia è attentissima al rispetto delle altre confessioni religiose: «Non si tratta di proselitismo, si accompagnano nella fede persone che sono già cristiane nei Paesi d’origine, e se qualcuno si avvicina alla nostra fede siamo lì.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287296



La Juve incanta Firenze ma si dimentica Gilardino
September 2, 2008, 6:00 pm
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nostro inviato a FirenzeGesù Bambino a Firenze fa rima con Gilardino. Nel giorno in cui il Milan piange, lui se la ride. Dite un po’ se il calcio non è un mistero glorioso o inglorioso. Gila segna come avrebbe dovuto a Milano, resuscita dopo una partita ancien régime, proprio quando la Juve stava già facendo i conti di classifica. Firenze si candida nella parte del monello, la Juve abbandona il ruolo della primadonna fino alla prossima puntata. Squadra solida, che mira al sodo e forse al campionato, è mancata nel killer instinct: Nedved ha colpito, Del Piero e Amauri hanno mancato il raddoppio del ko. La Fiorentina è andata sotto, ha bevuto un po’, ma non ha mai perso la linea di galleggiamento. E poi ha morso la mela d’oro. Partita che ha detto qualcosa: Firenze farà male a tanti, la Juve farà star male tanti. I gol di Nedved e Gilardino candidano forse due protagonisti di questa stagione: il grande vecchio e il grande incompreso. Sfogliamo il romanzo, magari ci divertiremo.In tribuna prove di pacifismo ostentato: Cobolli Gigli e Della Valle guardano la partita quasi a braccetto, John Elkann fa parte della compagnia. E così la partita delle discordie ha cercato di infilarsi nell’album dei buoni ricordi. Partita subito rude condita da dinamismo, tonicità, voglia di giocare mostrando i muscoli. Spettacolare a modo suo, anche se ci sarebbe voluto un pizzico in più di buona arte pallonara: sconosciuta a tanta compagnia.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287238



Anche i cinefili riabilitano Risi Tutti in coda per «I Mostri»
September 2, 2008, 5:46 pm
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da VeneziaLa rabbia attorno a La rabbia non si placa. Nel 1963 Pasolini e Guareschi firmarono a due voci, da sinistra e da destra, un documentario sull’Italia del boom. Un tonfo, restò in sala due giorni. Sennonché «l’ipotesi di ricostruzione della versione originale» approntata dalla Cineteca di Bologna, con 16 minuti inediti, prevede solo La rabbia del «progressista» Pasolini, non quella del «qualunquista» Guareschi. La faccenda sarebbe finita lì se Giuseppe Bertolucci, presidente della Cineteca, non avesse dichiarato che il testo di Guareschi «è insostenibile, addirittura razzista, gli abbiamo fatto un piacere a non recuperarlo». Offesi, i figli dello scrittore hanno chiesto a Bertolucci di lasciare il comitato che prepara le celebrazioni per il centenario della nascita, il regista s’è dimesso scusandosi a metà. Ma la querelle continua, non fosse altro perché La rabbia dimezzata esce venerdì (10 copie) distribuita dal Luce. Una scelta che Guido Conti, 43 anni, autore di Giovannino Guareschi. Biografia di uno scrittore (Rizzoli), considera pessima. Oggi presenterà il suo libro alla Festa nazionale del Pd.Guareschi era razzista?«Ma no! Se Bertolucci si riferisce alle donne di una tribù africana, in gonnellino di paglia, che ballano al suono di un inno della Marina militare americana, be’ mostra di aver capito poco. Guareschi, rifacendosi alle vignette umoristiche del Marc’Aurelio, dice che il Continente nero avrebbe fatto gola ai grandi Paesi espansionistici.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287221