«Mibac» è la sigla che indica il Ministero per i beni e le attività culturali. Il dicastero è ospitato nel palazzo di via del Collegio romano, nella capitale (foto grande a lato). Una sua sezione è il «Darc», la Direzione generale per l’architettura e l’arte Contemporanee.
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nostro inviato a St. PaulIn fuga da New Orleans, con ogni mezzo. Autobus e treni presi d’assalto e sulle autostrade un’interminabile colonna di automobili. Il sindaco ha deciso l’evacuazione obbligatoria. «Questa è la madre di tutte le tempeste», ha dichiarato in un drammatico appello televisivo e questa volta nessuno si sogna di disobbedire. Non tanto perché chi resta rischia l’arresto immediato. Proprio tre anni fa l’uragano Katrina sommerse la città. Nessuno ha dimenticato. E Gustav rischia di essere ancor più devastante. Con il passare delle ore prende vigore. Forza 3, forza 4, quando, probabilmente oggi, raggiungerà le coste del Mississippi potrebbe arrivare a forza 5, il livello massimo. Colpirà New Orleans in pieno o di striscio? È la grande incognita a cui i meteorologi ieri non sapevano dare risposta. È già stata colpita, simbolicamente, anche Minneapolis-St. Paul, dove oggi avrebbe dovuto iniziare la convention repubblicana. Il partito ha deciso di «sospendere gran parte delle attività» previste all’apertura. Ad annunciarlo è stato lo stesso in una conferenza stampa. In ogni caso non ci sarà il presidente George W. Bush, che proprio stasera avrebbe dovuto parlare ai delegati in diretta tv. Ma questa, in termini elettorali, non è una cattiva notizia. Considerata l’impopolarità del capo della Casa Bianca, meno si fa vedere con lui, meglio è; tanto più in circostanze come queste.
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L’esperienza della sinistra al governo nella scorsa legislatura potrebbe presto arricchirsi di un altro primato: quello del «falso in bilancio» più grande della storia, una cifra vicina ai 30 miliardi di euro (sessantamila miliardi delle vecchie lire) con i quali si sarebbero inutilmente «sporcati» i conti pubblici italiani allo scopo di far sembrare peggiore la situazione ereditata dal governo Berlusconi e accreditarsi come risanatori. Di questa cifra Eurostat ha già accertato l’inesistenza di quasi 15 miliardi e, secondo quanto risulta al Giornale, i conti italiani sarebbero «sotto revisione» per quanto riguarda la somma rimanente.
Facciamo un passo indietro: l’indicatore più popolare per misurare la «performance» della politica economica di un governo è l’evoluzione del rapporto fra il deficit e il Prodotto interno lordo. Questa misura è importante sia in senso assoluto (perché se eccede stabilmente il 3% l’Europa apre una procedura di infrazione) sia in senso relativo perché si possono confrontare i comportamenti dei diversi Stati fra di loro e rispetto alla media europea. Ogni governo è «responsabile» degli anni per i quali firma la legge finanziaria che, come è noto, stabilisce spese e entrate per l’intero anno. Pertanto economicamente vengono per convenzione attribuiti al centrosinistra i risultati degli anni dal 1997 al 2001, al centrodestra quelli degli anni dal 2002 al 2006, di nuovo a Prodi gli anni 2007 e 2008.
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